Anche quest’anno, come ormai accade da ben cinquantasette anni, a metà aprile Verona si è trasformata nella capitale del vino. Il polo fieristico scaligero ha infatti ospitato una nuova edizione di Vinitaly, la più grande vetrina internazionale per il vino e l’enogastronomia italiana. Dal 12 al 15 aprile i quattromila espositori hanno avuto occasione di incontrare ristoratori, importatori e distributori di 135 Paesi esteri, con l’intento di avviare o rafforzare collaborazioni che porteranno i prodotti italiani in giro per il mondo. Nonostante i tempi di crisi che si stanno vivendo, l’evento si è chiuso con un’affluenza complessiva oltre le 90mila presenze, dato che conferma come il settore sia ancora vivo ed interessante sia per il pubblico locale che internazionale.
Ma Vinitaly non è solo business: è anche uno spazio di confronto e discussione per ragionare insieme sui risvolti di un mercato in continuo mutamento e sulle prospettive per il futuro. Tavole rotonde, degustazioni e dibattiti, infatti, sono stati centrali durante tutte e quattro le giornate di salone, intrattenendo wine lovers e professionisti del settore. Novità di quest’anno è stata l’introduzione di uno spazio dedicato al turismo enogastronomico, un luogo d’incontro riservato agli addetti ai lavori e non solo, all’interno del quale si è largamente discusso dello stato e del futuro del turismo del vino in Italia, con incontri e conferenze distribuite lungo tutto l’arco dei quattro giorni di manifestazione. Ma quest’ultima non è certo stata l’unica novità per questo evento dedicato esclusivamente al vino, e che ogni anno cerca di rinnovarsi e rendersi più inclusivo. Già nelle edizioni precedenti, infatti, hanno iniziato a presenziare a questa kermesse produttori di eccellenze della gastronomia italiana ed anche birrai. Negli ultimi anni ha preso sempre più spazio l’arte della Mixology, ponendo grande attenzione non solo su spirits e distillati, ma anche sui vini no- o low-alcohol. Particolare curiosità ha suscitato, nell’edizione appena conclusa, quest’ultima tipologia, che è stata presentata da diversi produttori con un’ampia proposta di vini dealcolati o a basso grado alcolico, oltre ad altre tipologie di bevande fermentate.
Vinitaly, però, non si estingue all’interno dei cancelli della fiera, perché negli anni è stato capace di trasformarsi da evento business ad evento pop, con il fuorisalone “Vinitaly and the city”, dedicato a wine lovers e turisti di passaggio a Verona. Il centro storico della città è stato dunque in pieno fermento tra il 10 e il 12 aprile, con oltre 50mila visitatori che hanno partecipato a degustazioni ed eventi organizzati nei locali veronesi.
La grande affluenza di persone a Verona ha inoltre incentivato l’organizzazione di altri eventi, slegati da Vinitaly e di minore risonanza. Noi abbiamo avuto il piacere di partecipare all’evento organizzato dall’Associazione Vi.Te presso l’hotel Crowne Plaza il 13 e 14 aprile.
L’Associazione “Vignaioli e Territori” è nata nel 2012 per iniziativa di un gruppo variegato di aziende con la volontà di raccontare ad un pubblico più vasto possibile il mondo del vino naturale e dell’agricoltura biologica e biodinamica. Un’idea di vino quindi ben precisa, che nasce dal rapporto del vignaiolo con l’ambiente che lo circonda e che vede nel minimo intervento in cantina il modo per garantire nel frutto del suo lavoro l’espressione autentica dell’uva, del territorio e dell’annata.
E’ stato per noi un piacere andare a curiosare in entrambi questi eventi, come sempre occasione per passare a salutare vecchi amici, rinsaldare rapporti e scoprire nuove proposte che potremmo in futuro farvi conoscere attraverso i nostri tour.
Insomma, Verona è proprio il luogo da cui passare a metà aprile per i wine lovers, perché l’offerta di attività, degustazioni e possibilità d’incontro con i produttori sembrano davvero quasi infinite. Vinitaly (e tutto quello che ci gira attorno) torna nel 2027 dall’11 al 14 aprile, e non vediamo l’ora di scoprire quali e quante novità porterà con sé.




