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Maggio in Valpolicella

Visitare la Valpolicella a maggio significa immergersi in un paesaggio rigoglioso e verdeggiante. Se infatti le attività produttive nelle innumerevoli cantine della zona sono in questo periodo dell’anno ridotte al minimo, la natura fuori è invece in pieno fermento. Le viti, rinvigorite dalle piogge primaverili, allungano i loro tralci, e tra le foglie si possono intravedere le prime infiorescenze che in pochi mesi saranno trasformate in grappoli maturi.

vine inflorescence

Ma tra le diverse sfumature di verde, si può però scorgere qualche tocco di colore. Maggio è infatti il mese di fioritura delle rose, e i boccioli rossi, gialli, rosa e arancioni di questo meraviglioso fiore sono da secoli una presenza familiare che apre i filari dei vigneti. Non si tratta di un vezzo estetico, ma di una tecnica antica per mantenere il vigneto in salute. La rosa viene infatti definita una “pianta sentinella” perché manifesta prima della vite l’attacco di parassiti, malattie e addirittura carenze di minerali. In questo modo la presenza di roseti nei vigneti aiuta gli agricoltori ad intervenire prima che la diffusione del problema sia fatale per la vendemmia. In realtà, grazie allo sviluppo delle moderne tecniche agrarie e di allevamento della vite, la funzione della rosa come “pianta spia” è senz’altro non più necessaria. Rimane tuttavia una pratica molto diffusa, in particolare tra gli agricoltori attenti alla difesa delle tradizioni e alla salvaguardia dei naturali cicli biologici della vite.

rose in valpolicella

Ma quello delle rose non è l’unico tocco di colore che arricchisce lo scenario della Valpolicella in questo periodo, infatti anche le ciliegie iniziano a rosseggiare tra il fogliame, ingolosendo chiunque si trovi a passeggiare tra i vigneti. La presenza dei ciliegi in Valpolicella pare risalire addirittura all’età paleoveneta, tra VII e V secolo a.C., e quando iniziò a svilupparsi anche la viticoltura erano proprio i ciliegi i sostegni vivi più diffusi per la vite. In passato il legno di ciliegio era utilizzato anche per la fabbricazione delle botti per l’invecchiamento del vino, uso che ai nostri giorni è stato quasi completamente sostituito con il legno di rovere, ma che non è completamente scomparso. Al giorno d’oggi la popolazione di ciliegi si è molto ridotta, per lasciare spazio alla più redditizia coltura della vite, ma le diverse varietà di ciliegia, ancora coltivate soprattutto in collina, sono un elemento caratterizzante del paesaggio e della cultura di questa zona, dove tra maggio e giugno si festeggia la “Sagra della ciliegia”, che si tiene a Gargagnago, frazione di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Curioso notare inoltre come quello della ciliegia, nelle sue diverse fasi di maturazione, sia il sentore più caratteristico di tutti i vini della Valpolicella: dalla marasca asprigna del Valpolicella DOC, alla ciliegia matura del Valpolicella Superiore e del Ripasso, fino alla ciliegia sotto spirito dell’Amarone e la confettura di ciliegia del Recioto.

Valpolicella cherries

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